Figlio primogenito di Antonio (commendatore, avvocato, alto magistrato e uomo di governo nel Ducato di Lucca) e di Cristina Giorgini (nobildonna di Montignoso). Raffaello Raffaelli nacque e morì a Massa (08.05.1813-10.05.1883), ma ha sempre considerato con orgoglio come sua terra la “montana” Fosciandora.
Raffaello Raffaelli compì gli studi umanistici a Lucca, poi si laureò in legge nel Collegio Legale di Modena, passaggio questo obbligatorio per chi in quell’epoca avesse voluto intraprendere la carriera politica o amministrativa negli Stati Estensi. In Lucca si unì in matrimonio con donna Giulia de’Marchesi Provenzali; ebbero quattro figli, Nicola, Pietro, Cristina e Giovanna detta Giannina.
INCARICHI POLITICI ED AMMINISTRATIVI
Nel 1836 fu segretario della Consulta Provinciale di Garfagnana e dal 1845 fu promosso a quella di Massa, dove occupò anche la carica di Commissario Ducale per gli Affari Ecclesiastici.
Nel 1847 il Duca Francesco V lo nominò Commissario Straordinario per prendere il possesso di Montignoso.
Nel 1849 fu nominato Consultore Legale presso la Delegazione di Massa e nel 1856 fu richiamato a Modena quale Consultore di Governo per i Lavori Pubblici.
Nello stesso anno divenne Delegato del Ministero degli Esteri per Massa (così venivano chiamati i Prefetti nel regime degli Estensi).
Nel 1859 allo scoppio della Rivoluzione si rifugiò con le milizie ducali a Fosdinovo e poi a Fivizzano; il 13 giugno cessò da ogni sua carica.
Ritiratosi a vita privata Fosciandora, venne poco dopo eletto a Consigliere Provinciale, Sindaco di Fosciandora e membro del Consiglio Comunale di Castelnuovo Garfagnana.
Nel 1871 divenne primo Ispettore degli scavi e monumenti d’arte della Garfagnana. Ebbe molte onorificenze, tra cui quella molto ambita a quei tempi di Cavaliere della Corona d’Italia.
Durante la sua attività politica esplicò nel Consiglio Provinciale di Massa il suo mandato, ferratissimo sui problemi e sulle necessità del Circondario di Garfagnana. Fu sempre accanito fautore del ritorno della Garfagnana alla Provincia di Lucca, sostenendone le ragioni storico-geografiche, ecclesiastiche, economiche e sentimentali. Sollecitò fortemente, in seno al Consiglio Provinciale di Massa, il compimento di quelle opere ritenute più urgenti e necessarie per la Garfagnana, povera di mezzi e priva di comunicazioni. Si ricordano le battaglie perché fosse completata la viabilità dell’Alta Garfagnana, da Piazza al Serchio a Casola in Lunigiana, oppure le richieste affinchè venisse riaperto a Castelnuovo il ginnasio liceale, soppresso nel 1860; nonostante ciò non nascose mai il merito civile della casata estense per aver iniziato ed in parte attuato un programma concreto su alcuni vitali problemi della Garfagnana.
PUBBLICAZIONI
Fu autore di molte pubblicazioni e studi.
Nel 1847, nell’ambito dell’incarico ricevuto di Commissario straordinario per Montignoso, realizzò una relativa memoria al Duca, rimasta inedita, dal titolo “Ragguagli riguardanti il paese e il territorio di Montignoso e l’annesso lago di Porta e sue adiacenze”.
Nel 1867 realizzò un opuscolo sulla viabilità garfagnina dal titolo “Sulla comunicazione della Garfagnana con Barga e sulla preferenza di darsi alla costruzione di un tratto di strada sulla sinistra del Serchio, anziché a quella di un nuovo ponte in Piezza” (Tipografia Giusti, Lucca, 1867). Non si parlava ancora della ferrovia Lucca-Aulla; vi era pertanto la necessità di assicurare una comunicazione rapida con Barga e Gallicano, già collegate con comode strade per Lucca. Per il Raffaelli il progetto di tale strada poggiava sulla constatazione che da Castelnuovo Garf. a Campia o Piezza sulla destra del Serchio non si incontravano per circa 10 km paesi o casolari, mentre sulla sponda sinistra per arrivare alla pascoliana Selvapiana, la strada avrebbe toccato Ceserana, Fosciandora, Migliano, Riana, cioè buona parte del territorio di cui era Sindaco.
Un’altra questione che appassionò il Raffaelli fu la revisione dell’imposta fondiaria sui catasti. La riforma napoleonica aveva portato alla formazione dei nuovi Comuni (Fosciandora, con La Villa, Ceserane e Migliano era stata unita con le tre terre lucchesi Lupinaia, Riana e Treppignana) ed al raddoppio delle stime periziali sui veniva calcolata l’imposta fondiaria. I risultati furono molto contestati, con stime per Fosciandora che erano simili a quelle di Comuni più fertili e sviluppati. Il Raffaelli pubblicò tre diverse memorie sull’argomento.
La prima “Memorie sui catasti del già Ducato di Lucca e più particolarmente su quelli dei Comuni di Gallicano e di Minucciano e di tre territori, ora uniti al Comune di Fosciandora, Circondario di Garfagnana, con analoghi progetti e osservazioni” (Tipografia Soliani, Modena, 1868);la seconda scritta in collaborazione con Cocchi e Quartieri “Memoria intorno al progetto di sub-reparto della Imposta Fondiaria nel Compartimento modenese”(Tipografia Frediani, Massa, 1872); la terza “Memorie sui Catasti dell’antico Ducato di Lucca nei Comuni di Gallicano e Minucciano e delle terre di Lupinaia, Riana e Treppignana, unite a quello di Fosciandora” (Tipografia Canovetti, Lucca, 1874).
Altro notevole studio fu quello “Sulle acque termali di Pieve Fosciana in Garfagnana” (Edizioni Nistri, Pisa, 1869, accurata cronistoria degli studi e delle opere fatte per valorizzare tale sorgente minerale.
Ricordiamo due opuscoli minori dal titolo “Necrologia di Teresa d’Achiardi ne’ Quartieri” (Edizioni Nistri, Pisa, 1871), consorte dell’on. Nicola Quartieri, e “Il voto di sfiducia inflitto dal Consiglio Comunale di Castelnuovo G. al Consigliere Provinciale cav. R. Raffaelli e sue osservazioni” (Edizioni Morelli, Castelnuovo, 1871).
Si segnala anche una memoria sul tema della scuola e dell’istruzione. “Sulla istruzione secondaria in Garfagnana” (Tip. Canovetti, Lucca, 1872), era indirizzata all’amico dottor Emidio Coli, all’epoca Sindaco di Castelnuovo, di cui il Raffaelli era consigliere. Si trattava di uno studio documentato ed esauriente sul ginnasio-liceo di Castelnuovo, iniziato nel 1778 dagli Estensi, dal quale erano usciti schiere di nomi illustri nelle scienze, nelle lettere e nel clero, soppresso dal governo nazionale nel 1860.
Un’altra questione privilegiata dal Raffaelli era quella della viabilità in Garfagnana. “Sulla necessità di proseguire la strada provinciale fra la Garfagnana e la Lunigiana” (Tipografia Il Carrione, Carrara, 1869), memoria letta la Consiglio Provinciale di Massa nella seduta del 9 settembre 1869.“La Garfagnana ed il Consiglio Provinciale di Massa dopo il giugno 1873: brevi osservazioni” (Tipografia Canovetti, Lucca, 1873). Si tratta di una cronistoria critica delle sedute del Consiglio Provinciale di Massa dell’anno 1873, circa la questione della viabilità dell’Alta Garfagnana, che si concluse con le dimissioni in massa dei 5 Consiglieri garfagnini (Raffaelli, Marchiò, Giovannoli, Pierotti e Niccoli). In quelle sedute i consiglieri garfagnini chiedevano che fosse ultimata, a carico della Provincia, la strada Piazza al Serchio-Casola; di fronte all’ostilità della maggioranza massese, che invece pretendeva l’approvazione di ulteriori spese per la strada ferrata Parma-La Spezia, il Raffaelli, politico navigato e conciliante, propose alcune ipotesi di mediazione; tutte le proposte furono rifiutate e quindi i sopracitati consiglieri si dimisero. Nella pubblicazione il Raffaelli traccia un’interessante storia della questione viabilità in Garfagnana.Tali dimissioni provocarono un ripensamento del Consiglio Provinciale stesso che in seguito discusse la proposta di progetto di una nuova strada che unisse il capoluogo alla Garfagnana. Anche in questo caso il Raffaelli intervenne pubblicando una memoria, “Relazione letta al Consiglio Provinciale nella seduta del 19 febbraio 1878: Strada di comunicazione tra Massa e Castelnuovo per la via d’Arni” (Tipografia Frediani, Massa, 1878).Non poteva certo mancare una memoria sul tema della strada ferrata, con “Osservazioni sulla ferrovia Lucca-Aulla” (Tipografia Morelli, Castelnuovo Garfagnana, 1880).
L’opera di maggior mole del Raffaelli, per la quale lo stesso ebbe maggior notorietà e successo è “Descrizione geografica-storica-economica della Garfagnana”(Tipografia Giusti, Lucca, 1879). La pubblicazione conteneva anche una carta topografica della Garfagnana ed una tavola rappresentante gli stemmi dei suoi Comuni. Essa non è solo una storia della Garfagnana, ma soprattutto una descrizione dei luoghi e dei suoi paesi, infine una serie di notizie di carattere economiche già riprese nelle sue Monografie Agrarie. Il libro venne apprezzato soprattutto come guida per il limitato turismo dell’epoca e come strumento per far conoscere meglio la Garfagnana.
Il Raffaelli aveva in mente, e probabilmente vi stava lavorando, un lavoro più propriamente storico, ampio ed approfondito, una “Storia Popolare della Garfagnana”, che tuttavia non riuscì a terminare.
Importante comunque il suo contributo anche nell’ambito degli studi di economia locale, tra cui ricordiamo arie Monografie agrarie:“Monografia storica ed agraria del Circondario di Massa Carrara” (Tipografia Giusti, Lucca, 1882).“Monografia per l’Inchiesta agraria del Circondario di Castelnuovo G.” (1881,non pubblicata).“Monografia per l’Inchiesta agraria del Circondario di Massa C.” (pubblicata postuma nel 1884 tra gli Atti della Giunta).
Tra le opere pubblicate postume alla morte ricordiamo anche l’opuscolo “Il convento dei Cappuccini in Castelnuovo G. ed il suo fondatore” (Tipografia del Commercio, 1884, Bologna). Si tratta della cronistoria completa di tale Istituto voluto da Alfonso III d’Este che, vestito il saio di cappuccino, lo fondò nel 1634.
Notizie tratte da:Nicola Pennacchi. “Raffaello Raffaelli nel centenario della pubblicazione della sua storia” . Circolo Carfaniana Antiqua. 1980.