Pietro Raffaelli

Pietro Raffaelli, poeta (Trassilico 1817-Firenze 1860), fratello maggiore di Giovanni, anch’egli poeta. Terminati gli studi letterari e filosofici nel seminario vescovile di Castelnuovo, si trasferì all’Università di Modena per laurearsi in diritto, traguardo che non riuscì a raggiungere.

Le autorità estensi lo osteggiarono per le sue non nascoste idee di pura e schietta italianità. Non gli restò, quindi, che dedicarsi alla sua innata vocazione: lo studio della letteratura classica.

A 23 anni pubblicò il primo volume di versi, che ottenne ammirazione e consensi nei letterati e critici dell’epoca. Dotato di grande memoria, recitava per filo e per segno la Divina Commedia e gran parte delle opere di Virgilio, Petrarca, Orazio e Foscolo. Latinista, fu autore di numerosi commenti critici su opere classiche.

Ancora in versi nel 1844 pubblicò, edito a Livorno, il secondo volume inneggiante i valori patriottici e la libertà dei popoli. Per ben due volte, causa queste idee, subì l’onta della prigionia.

Una sua raccolta di opere, in cui figuravano "La prigione del Tasso", "Il Ferruccio" e "Il sole", non poté essere distribuita negli Stati Estensi per i chiari riferimenti di libertà e indipendenza.

Volontario, prese parte, nel 1848, alla Prima Guerra risorgimentale. Orgoglioso custode della bandiera dei volontari della Garfagnana, ancora una volta la sorte non gli fu benigna e fu costretto a riparare in Svizzera, in esilio.

Al suo rientro, compose due romanzi storici: "Ludovico Ariosto in Garfagnana" e "Disinganno in amore". Fu anche autore di innumerevoli articoli su arte e letteratura, contesi dagli editori di prestigiose riviste.

Fra le opere più note troviamo: "Risorgimento d’Italia", "Storia Romana", "Storie del melodramma"; numerose sue poesie finirono nelle antologie.

Insegnante di storia e letteratura nel liceo di Arezzo, morì a 49 anni a Firenze, dove riposa. Il suo ricordo è rimasto indelebile.

Tratto da:

Giulio Simonini “Profili di uomini illustri della Valle del Serchio e della Garfagnana”. Maria Pacini Fazzi Editore, 2009.